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Spettacoli

PATTI SMITH E LA CITTA’ DI MILANO

IL RICORDO PIU’ ROCK DELL’ESTATE MILANESE

La grande icona rock Patti Smith si è esibita ad inizio Agosto, esattamente il 1 Agosto 2022, nel Piazzale delle Armi del Castello Sforzesco di Milano, nell’ambito della rassegna MilanoViva, con un sold out annunciato da giorni, avanti ad un pubblico variegato di giovanissimi e meno giovani, milanesi e turisti stranieri, famiglie intere e single.

La notizia è passata sui mass-media ma visto anche il periodo di vacanze, un po’ in sordina.

In apertura del concerto il Comune, nella persona dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, le ha conferito la “Pergamena per l’arte e la cultura” che trova motivazione nel “suo attaccamento alla città che ha molto ispirato il suo lavoro” e nell’”amore per l’arte e la cultura italiane e per il suo contributo alla musica nel mondo”. Non più tardi del 2020 la cantautrice americana aveva imbastito un concerto su Instagram per alleviare il dolore e la paura causata dalla pandemia, con dedica speciale proprio alla città di Milano, cui – ha ammesso – si sente profondamente legata.

Ama così profondamente la cultura italiana da aver dedicato alcuni minuti a declamare la celeberrima poesia L’Infinito di Leopardi nella traduzione inglese, in un’unione ideale tra poesia classica e moderna; cosa che la rende ancora più fuori dagli schemi.

Ad accompagnarla nella band il bassista Tony Shanahan, il batterista Seb Rochford ed il figlio Jackson Smith alla chitarra. Il concerto è stata una grande ed intensa festa, dove non sono mancate perle di saggezza da parte di colei che viene a ragione definita “la sacerdotessa del rock”, quale ad esempio l’importanza della pace e della libertà, o il concetto di dover trovare dentro di sé la forza in molti frangenti della vita per poter andare avanti, perché i momenti bui sono riservati a tutti (a parte gli inizi della sua carriera, abbastanza faticosi e seguiti ad una lunga gavetta, lei ha perso il marito prematuramente). Non sono mancati aneddoti e ricordi personali, ad esempio ha sottolineato di essere molto affascinata anche dalla città di Napoli, una città da scoprire pian piano.

Ogni cosa che dice o canta parte dal cuore, scandita dall’agitare in aria le sue lunghe mani bianche o dal flusso fluttuante dei lunghi capelli.

Nella parte conclusiva del concerto, in un crescendo passato attraverso Redondo Beach, My blakean year, One too many mornings, Boy cried wolf, Pissing in a river, Because the night, per intonare People have the power, è salito sul palco a sorpresa il giocatore nazionale di basket Gigi Datome, neocampione d’Italia dell’Olimpia, che oltre all’altezza e alla prestanza fisica, ha dimostrato di sapersela cavare anche alla chitarra. Il fuoriclasse dello sport ha poi commentato sui Social “che nessuna parola o video avrebbero potuto trasmettere la felicità” provata, ringraziando di averlo fatto sentire semplicemente “uno di loro”.

Ma anche noi ci siamo sentiti “uno di loro”.

Insomma, in poche parole una grande festa con un solo slogan: tutti pazzi per Patti Smith !

La rassegna “Con i fili e con le mani” per valorizzare il Naviglio pavese e la periferia

Ha luogo fino a domenica 11 Settembre, per la prima parte (del tutto gratuita), e successivamente dal 1 Dicembre in avanti la rassegna “Con i fili e con le mani” incentrata sul teatro di immagine e di figura e che assembla le migliori compagnie di marionette e burattini d’Italia (per programma, info e prenotazioni, consultare su Facebook ed Instagram il profilo @MarionetteColla o il sito www.marionettecolla.org ).

Reso possibile grazie ad un bando ministeriale, il progetto si snoda lungo uno tra i luoghi più amati della città: il Naviglio pavese, notoriamente conosciuto per locali e pub di tendenza ed amato dai giovani, e le sue diramazioni; luogo che si reinventa ora in chiave aggregativa per tutta la cittadinanza. Grandi e piccini si vedranno coinvolti da varie iniziative: laboratori, spettacoli, esposizioni, racconti itineranti ed intermezzi sonori, all’insegna di una fulgida tradizione italiana che spesso viene esportata all’estero trovando consensi anche laddove non ce lo si aspetterebbe (ad esempio in Oman o a Dubai) e che rappresenta una forma di teatro inclusiva.

Così il 9 Settembre al MAF (Museo Acqua Franca di Nosedo, via S. Dionigi 90) sin dalla mattina (su 3 turni: h 10.30, h 14, h 16.30) si potrà usufruire di un racconto itinerante sull’acqua in chiave artistica, accompagnato da improvvisazioni musicali, evento gratuito previa prenotazione alla mail laboratorio.

Domenica 10 Settembre presso l’ex Cartiera Binda ed esattamente al NA.PA. (Alzaia Naviglio pavese 260) si alterneranno tutta la giornata 6 spettacoli di altrettante compagnie ed intermezzi musicali, tutti ad ingresso libero consentendo a chiunque di assistere agli eventi.

Per coloro che avessero già impegni nel week-end, non tutto è perduto.

Una seconda parte del progetto si terrà a Dicembre: per cominciare giovedì 1 Dicembre è in programma un laboratorio gratuito per bimbi su prenotazione (alla mail laboratorio) in via Montegani 35/1 presso l’atelier Colla, ed i pomeriggi/sere dell’8, 9, 10 ed 11 Dicembre nel medesimo atelier teatrale si rappresenterà “la Bella Addormentata nel bosco” alternando la messa in scena in lingua italiana, a quelle in arabo, in russo ed in inglese e con le musiche di Tchaikovsky dell’omonimo balletto; il costo del biglietto è di € 10,00.

Una forma artistica tutt’altro che marginale; si pensi solo al fatto che lo stesso Goethe si innamorò del teatro andando con sua nonna in piazza ad assistere a spettacoli di burattini e marionette.

S. D’A.

per programma, info e prenotazioni,

consultare su Facebook ed Instagram il profilo

@MarionetteColla o il sito www.marionettecolla.org

tel. 02.21119151

info@marionettecolla.org

NELLA MILANO ESTIVA MOSTRE ED EVENTI

Mentre finalmente in città le temperature si abbassano grazie a qualche temporale, e gli ultimi vacanzieri partono, Milano diventa più vivibile.

La metropoli offre ai milanesi in città ed ai turisti proposte culturali e di svago da non perdere.

Al MUDEC (www.mudec.it) ultime possibilità di visitare la mostra Marc Chagall. Una storia di due mondi aperta al pubblico fino al 31 Luglio; esposte oltre 100 opere provenienti dall’Israel Museum cui vennero donate dalla famiglia e dagli amici dell’artista, che vengono ripercorse secondo i filoni e le fonti di ispirazione culturale per l’artista (1887/1985), tra i più amati del Novecento.

Si va dalle radici nella nativa Vitebsk (oggi Bielorussia, e all’epoca inclusa nel grande Impero Russo), che era proprio una delle cittadine russe ebraiche, ove agli ebrei ivi immigrati si consentiva di vivere (era la cd. zona di residenza), descritta con amore e nostalgia nella serie Ma vie, fino all’incontro con la futura moglie Bella Rosenfeld, della quale illustrò i libri basati sui ricordi della giovinezza trascorsa nella comunità yiddish, fatta da allevatori, contadini e piccoli commercianti, di cui si descrivono usi e costumi; libri pubblicati postumi dopo la morte della donna ancora giovane. La seconda sezione della mostra è quindi dedicata alla nostalgia; esposta anche oggettistica rituale ebraica.

Di Chagall illustratore si espongono una serie di acqueforti dedicate a Le anime morte di Gogol e le illustrazioni delle Favole di La Fontaine e della Bibbia, di cui diede interpretazioni illustrate decisamente umaniste. Si arriva infine ad esaminare l’influenza sul lavoro dell’artista esercitata dalla sua nuova patria, la Francia, di cui assimilò cultura e paesaggi, che segna la svolta coloristica ed asseconda la maturità artistica poliedrica di un uomo, che forte delle sue radici ebree e dell’influsso multiculturale (russo e francese), si erge a portavoce del bello, dell’amore, ma volge anche lo sguardo alle immani tragedie subite dal popolo ebreo.

Sempre al MUDEC fino all’11 Settembre è visitabile la mostra del fotografo visionario David La Chapelle I believe in miracles con oltre 90 opere in mostra di vari formati, al centro delle quali l’animo umano. Nato nel Connecticut l’artista, già allievo di Andy Warhol, ha lavorato con tutte le più grandi star americane.

Al Museo Poldi Pezzoli (www.poldipezzoli.it) è possibile fissare visite guidate (senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto d’ingresso) le mattine del 3, 24 e 31 Agosto dalle h 10.30, con prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Sabato 10 Settembre alle h 16 ingresso libero per tutti i maestri e docenti di scuole di ogni ordine e grado per una visita dove si presenteranno i programmi per le scuole; prenotazione su Eventbrite fino ad esaurimento posti (per informazioni e-mail: servizieducativi@museopoldipezzoli.it).

Prosegue al Castello Sforzesco la rassegna Milano è viva (www.milanocastello.it, www.mailticket.it), kermesse di musica, teatro, danza che alterna spettacoli a pagamento e gratuiti e ha inserito in cartellone anche show adatti ai bambini, tutti eventi a prenotazione obbligatoria sul sito (compresi i gratuiti), con cadenza pressoché giornaliera ed orari vari.

Lunedì 1 Agosto è la volta dell’icona-rock Patti Smith, giovedì 4 Agosto è previsto un omaggio alla coppia Battisti-Mogol, lunedì 8 Agosto un concerto gratuito a cura della Civica Orchestra di Fiati con Anna Seredova tra suggestioni jazz, pop e rock, per arrivare al Ferragosto: il 14 Agosto in concerto Falzone rivisiterà note canzoni italiane in chiave jazz/rock (ingresso gratuito ad offerta), il 15 Agosto avrà luogo la finale del concorso Campusband dedicato ai giovani che vogliono fare musica (ingresso libero); sul palco anche Mario Lavezzi, Franco Mussida e Mogol che mettono a disposizione due borse di studio nelle loro scuole.

Venerdì 19 Agosto, sempre ad ingresso libero, in scena un musical hip pop che narra il percorso di un artista nato dietro le sbarre del carcere minorile Beccaria; lunedì 22 Agosto si esibirà la band di Paolo Tomelleri (ingresso a pagamento), come pure il concerto di Samuele Bersani mercoledì 7 settembre alle h 21. Altri spettacoli gratuiti saranno invece il 2 ed il 3 Settembre, dedicati alla danza, ed il 7 Settembre pomeriggio vedrà sul palco i Piccoli Cantori di Milano. L’intero e nutrito programma è consultabile sul sito www.milanocastello.it .

www.mudec.it

www.poldipezzoli.it

www.milanocastello.it

La Chapelle: Holy family
La Chapelle: Spree cruise ship dark

Sui laghi lombardi un Festival estivo tra musica, cabaret e teatro

Turisti di giorno, spettatori di sera.

Questo l’intento del Festival dei laghi (www.festivaldeilaghi.com) e del direttore artistico Francesco Pellicini, allievo di Nanni Svampa; un festival che ha luogo sulle sponde dei laghi lombardi ma che è buona sintesi di cultura meneghina, cantautorale e teatrale, e di autori ed artisti cresciuti sui nostri laghi, in terra lombarda o al più al confine col vicino Piemonte. Oltre alla popolazione locale, il festival, giunto alla V edizione, mira ad intercettare turisti e gitanti in fuga dalla metropoli milanese e dalle città, lombarde e non solo, perché di giorno possano sì godere delle bellezze naturalistiche, architettoniche ed artistiche dei bei laghi lombardi, ma pure concedersi alla sera uno spettacolo di qualità.

Il calendario festivaliero è molto nutrito e si estende fino alla fine di Settembre, trattasi di oltre una ventina di performance serali alle ore 21 con avvio nel mese di Giugno. Il direttore artistico si fa in quattro, e si cimenta a più riprese nella pièce “Ciao Nanni” in ricordo del proprio mentore il 17 Luglio a Gavirate (VA), il 23 Luglio a Lovere (BG) ed il 9 Settembre a Baveno (Vco), una carrellata sulla carriera del fondatore dei Gufi a metà tra cabaret e concerto; partecipa inoltre a due eventi di teatro-canzone: “La farfalla Gigi Meroni” il 31 Luglio a Cernobbio (CO), spettacolo dedicato al calciatore comasco prematuramente scomparso, interpretato sul palco da Maicol Trotta, investito da un’auto a soli 24 anni, e che prende spunto anche dal tragico evento dello schianto aereo di Superga (quando un trimotore delle linee aeree italiane si trovò fuori rotta e si schiantò dietro all’omonima basilica, col sacrificio di molti noti giocatori di calcio), ed il 24 Settembre a Maccagno (VA) con l’atto unico “Binario morto” tratto dall’inedito racconto di Andrea Vitali, da alcuni battezzato ‘il Camilleri del nord’, incentrato sulla storia di un treno che rientra 50 anni dopo la partenza, alla stazione iniziale, allorquando nottetempo ha luogo un poetico dialogo tra capostazione e capotreno.

Alcuni eventi in cartellone sono veri concerti – così a Verbania (Vco) il 4 Agosto quello di Giorgio Conte (fratello di Paolo), quello della Treves Blues Band il 12 Agosto a Lecco, col leader Fabio Treves – per gli amici il Puma di Lambrate – che ha superato i 70 anni di vita dedicata al blues, e del chitarrista Massimo Luca il 3 Settembre a Tignale del Garda (BS) che percorre un viaggio nel mondo musicale di Lucio Battisti insieme ad aneddoti e ricordi del loro rapporto di lavoro ed amicizia. Da citare anche il quartetto Alter Echo rigorosamente femminile, dedito alla musica pop e cinematografica presentano il 6 Agosto ad Iseo (BS) un programma sulle note dell’immortale Morricone.

I restanti spettacoli sono quasi tutti a trazione cabaret: così in “Cabaret” si esibirà Danilo Vizzini il 30 Luglio a Monte Isola (BS); in “Sotto spirito” si esibirà Alberto Patrucco il 7 Agosto a Colico (LC), alternando monologhi alla musica; il 13 Agosto a Chiavenna (SO) sul piccolo ed incantevole lago di Mezzola in “Mix comico” si esibiranno lo storico mattatore di Zelig Flavio Oreglio, d’estrazione meneghina, con i colleghi Claudio Batta, Francesca Puglisi e Riky Bocor; tutti titoli, questi, che non lasciano adito a dubbi. Ed ancora il 27 Agosto ad Oggiono (LC) l’omaggio ad Enzo Jannacci “Roba minima s’intend” che ripercorre la mitica Milano degli anni Sessanta delle periferie con quei personaggi surreali che lui ha descritto così bene. Ed il 17 Settembre Max Pisu (all’anagrafe legnanese, ma forgiatosi alla milanesissima Corte dei miracoli) presenta al pubblico di Stresa (Vco) “Recital”, spettacolo dove mescolerà la realtà alla fantasia e descriverà-passerà al fulmicotone certe tendenze modaiole giovanili, che ha avuto modo di adocchiare ed imitare fin dai tempi delle sue frequentazioni dell’oratorio.

Si discosta un po’ dalla programmazione generale lo show dedicato a Peppino Impastato, dal titolo “Aut”, in scena il 17 Settembre a Toscolano Maderno (BS); eppure anche questo spettacolo è un modo originale di fare teatro, dove Peppino si racconta e sbeffeggia, canta, urla e si dispera, rappresentando la sua vita come lotta e politica, ed anche propriamente teatro.

A chiudere la kermesse un evento a sorpresa a Lugano, in data e location da definirsi. Non resta che controllare il sito www.festivaldeilaghi.com per monitorare questo ultimo evento di chiusura e per i dettagli dei vari spettacoli.

Per info e prenotazioni:

www.festivaldeilaghi.com

o contattare l’Ufficio Cultura dei diversi comuni ospitanti

 

EVENTO CON GLI EXTRALISCIO

Bellissima iniziativa stasera nell’ambito della rassegna La Milanesiana.

Ospiti gli Extraliscio, una band di liscio folk-punk, unica nel suo genere, già protagonista di un bel film, assolutamente originale, girato sotto la regia di Elisabetta Sgarbi.

L’evento è ad ingresso gratuito al Volvo Studio, con prenotazione sulla piattaforma web Eventbrite.

Torna Tom Cruise in “Top Gun: Maverick” e rivive l’epica moderna

… ed è subito bellezza, stupore, commozione e gioia.

Non è retorica.

Quando Tom Cruise si assenta per qualche anno – magari per ragioni plausibili come la pandemia – dal grande schermo, ci sentiamo tutti spaesati (l’ultimo suo film Mission Impossible Fallout è del 2018). Perché quest’icona dei nostri giorni è un professionista di tale spessore, che per il pubblico è come se avesse vinto enne Oscar (ha vinto “solo” 3 Golden Globe, ed altri premi minori), ed è in grado di provocare nello spettatore un’immedesimazione che pochi del suo calibro possono garantire, specie nell’affrontare missioni davvero impossibili.

Provvidenziale per la sua carriera fu tra l’altro una lesione al tendine, allorché era un ragazzo, per cui abbandonò l’idea delle lotte di wrestling. Quando si dice che i mali a volte non vengono per nuocere…

Da bambino era dislessico, in forma piuttosto seria, frequentava la scuola pubblica e a soli 11 anni subì il trauma del divorzio dei suoi genitori, ma il nostro caro Tom (all’anagrafe Thomas Cruise Mapother) nella vita reale si gettò ben presto tutto alle spalle e dopo qualche comparsa televisiva volò a N.Y. per frequentare i corsi serali di recitazione, cercando di mantenersi con lavoretti saltuari.

Di lì in poi quanto a carriera non sbagliò praticamente nulla: mentre otteneva una qualche fama come fotomodello (essendo alto solo 1,68 m.), cambiò il suo agente, venne scritturato per un film di Zeffirelli (un geniale Zeffirelli) nel 1981 e di seguito i suoi compagni di scuola devono aver rosicato un bel po’, ammirandolo nelle locandine e relative pellicole di registi come Harold Becker, Ford Coppola, Ridley Scott, Scorsese, Oliver Stone, Ron Howard, Pollack, De Palma, Kubrick, Spielberg, Redford, Zwick, solo per citarne alcuni. Tom Cruise ha l’invidiabile media di 1 film all’anno; e che film!

Tra cambi di agenti, trasferimenti, lui è un’autentica macchina da guerra filmica e riesce a superare anche la perdita del padre allorché ha solo 22 anni, senza arrestare il lavoro e permettendosi, già da divo, di prendere parte a documentari, di diventare produttore – in fondo a cosa servono le statuette, se si è l’attore più pagato di Hollywood (2012) – ed anche da produttore viene annoverato (da economisti) tra i 4 produttori più solidi e geniali a livello planetario (tra gli altri ritroviamo il citato Spielberg ed una vecchia granitica conoscenza come George Lucas). O ancora può permettersi di prendere recenti lezioni di volo, per ridurre gli interventi scenici degli stuntman, a favore di una resa più che mai realistica.

A questo punto – direte voi – come possiamo sentirci noi di fronte a questa star cosmica, così americana e così poco americana al contempo (ha origini inglesi, irlandesi e tedesche), questo talento assoluto, di fronte ad uno che ha ribaltato tutti gli stereotipi? ad uno acclamato sulle passerelle di Cannes e di tutto il mondo? ad un Achille del mondo contemporaneo?

Ci sentiremo avviliti, dei nonnulla? No.

Perché lui sullo schermo è il tuo miglior amico, lui sei tu, o meglio tu non sei più tu; nella sala non ti accorgi neanche di indossare quell’odiosa mascherina, e che tu sia bimbo, donna o anziano, voli via nei cieli, puff… il tuo essere si disperde in volo o sulla terra alla volta di obiettivi impossibili.

Un tempo c’erano l’Iliade e l’Odissea ed i loro eroi, l’epica del XX e XXI secolo è scolpita da Tom Cruise.

Penserete voi: Top Gun: Maverick quale sequel del mitico Top Gun (uscito nel 1986, sotto la regia di Tony Scott, regista fratello di Ridley e mancato nel 2012) sarà un buon prodotto, così come Mission Impossible; tanto da aver rastrellato in pochi giorni nelle sale italiane (dall’uscita avvenuta esattamente il 25 Maggio; negli States è invece uscito il 27 Maggio) oltre 1 milione di euro, facendo lievitare l’incasso globale del film a 4 milioni di euro.

E’ chiaro che sia di per sé un buon prodotto, questo film presentato alla settimana del cinema di Cannes; è il pubblico stesso ad aver sollecitato per decenni un sequel, come ricorda l’attore, e qui gli ingredienti per la riuscita ci sono tutti: il buon cast, l’ottima fotografia affidata al cileno Claudio Miranda di origini italiane (già Oscar nel 2013) e le avvincenti riprese aeree, tutte live; una sceneggiatura convincente e ben ritmata; il ritorno del pilota alla base militare Miramar di San Diego, la stessa dove fu girato nel 1985 il film campione di incassi; lo spirito di gruppo ed allo stesso tempo di competizione; il velato tributo agli anni ’80; il melting pot e la raggiunta parità dei sessi anche tra i corpi militari (vedasi il pilota Phoenix, interpretata dall’argentina Monica Barbaro). L’obiettivo è una base nemica che per fair-play geopolitico non viene menzionata; c’è poi un regista, Joseph Kosinski, affascinato dalla fantascienza e laureato in ingegneria meccanica ed in architettura; ed anche la storia d’amore che, tra adulti, è più complessa e tira-e-molla delle storie adolescenziali.

Ma occorreva anche affrontare i rischi connessi al seguito di un cult-movie tanto dirompente, quello che consacrò Cruise alla Walk of Fame, con annesse aspettative di pubblico e critica. Quindi Cruise ha preso tempo per trovare la giusta storia ed il giusto team, per arrivare a filmare una pellicola di 131 minuti che scorrono veloci, e che proiettano il film d’azione ad un passo dalla fantascienza. Dopo 30 anni di onorato servizio dell’eroico Maverick, la storia andava riscritta e l’operazione era delicata; così il protagonista veste ora i panni di un addestratore, e non tanto quelli di top-pilot, che sente il peso della responsabilità delle vite dei giovani militari della sua squadra, cui ben presto si affezionerà.

E rispetto alla sua partner nella finzione, l’attrice ed ex-modella Jennifer Connelly, vi è pure un’altra strana coincidenza: venne scoperta anch’ella da un regista italiano, ossia Sergio Leone (C’era una volta in America, del 1984) e ha lavorato anche con Dario Argento; la ricordiamo per l’intensa interpretazione in A beautiful mind, che le valse l’Oscar del 2002 come migliore attrice non protagonista.

Per cui non ci schiereremo con certa critica intellettual-snobistica (che esalta quei film di fatto disertati dai più), perdoneremo quindi qualche trovata poco credibile (come una passeggiata in una base nemica senza esser notati) che reputiamo sorpassata dall’interpretazione del protagonista, la cui maturità artistica conferisce un ottimo suggello al buon prodotto Top Gun, e dal buon impianto filmico, che prevede cambi di rotta, dinamiche di azione ma anche relazionali, ostacoli ed imprevisti, creati pure dall’invidia o dalla scarsa lungimiranza di qualche superiore gerarchico.

Come non immedesimarsi in Pete Maverick Mitchell.

Leit motiv del film:

– prima o poi, ciascuno deve fare i conti col proprio passato.

 

Silvia D’Ambrosio

 

TOP GUN: MAVERICK (U.S.A.)

Regia: Joseph Kosinski

131’

Voto: 8 e mezzo

TUTTO PRONTO PER IL MEGA-CONCERTO DEL 21 MAGGIO DI RADIO ITALIA

Milano si popola di turisti e le strade del centro diventano affollate, per via del bel tempo e delle temperature estive, ed intanto piazza Duomo è già da giorni allestita per ospitare il grande concerto gratuito di sabato 21 Maggio di Radio Italia.

A partire dalle 20.10 di sabato, si alterneranno sul palco esibizioni rigorosamente live, come live sarà la sigla di Saturnino, e la frizzante presentazione dei cantanti sarà affidata agli ultra-collaudati Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu; ad accompagnare musicalmente le nostrane pop-star sarà la Mediterranean Orchestra, diretta dal maestro Bruno Santori. Il tutto a pochi giorni dall’Eurovision di Torino, con buon riscontro del pubblico, dove è stata Laura Pausini la mattatrice, a rubare la scena agli altri artisti.

Protagonisti sul palco milanese artisti giovani e meno giovani: oltre ai famigerati Morandi, Elisa, Marco Mengoni e Francesco Gabbani una schiera di altri cantanti, non meno noti e protagonisti di ascolti su radio e web, tra essi anche talenti lanciati dalla trasmissione Amici, fino ai rapper più noti ed amati dal pubblico.

Nei giorni scorsi si sono ascoltati degli spezzoni di prove da parte di alcuni dei protagonisti, davanti ad un pubblico incuriosito più che mai, intento a soffermarsi volentieri o magari a scattarsi un selfie davanti al palco. Così mentre a Milano in questi giorni impazza PianoCity, altra manifestazione di rilievo musicale inaugurata ieri sera da Francesca Michielin, e mentre a Cremona la fondazione Stauffer mette a disposizione in modo assolutamente gratuito i propri pregevoli corsi di perfezionamento a talentuosi musicisti di strumenti a corda provenienti da tutto il mondo, nel solco di un nuovo mecenatismo, questo prezioso e tipico appuntamento dedicato alla musica pop italiana ritorna dopo due anni di fermo obbligato, per l’emergenza sanitaria, quasi a voler scandire il ritorno alla normalità con rinnovato entusiasmo e ribadire la vivacità a tutto tondo dell’offerta musicale italiana.

Il Concerto sarà trasmesso in diretta su Radio Italia, Radio Italia Tv (canale 70 e 570 DTT, canale 725 di Sky, canale 35 di TivùSat, via satellite su “Hot Bird” 13° Est, solo in Svizzera su Video Italia HD), RADIO ITALIA TREND (canale 726 di Sky, 63 di Tivùsat e gratuitamente su Samsung TV Plus e Rakuten TV) e in streaming audio/video su radioitalia.it. Sarà fruibile sulle app ufficiali per iOS, Android, Huawei e su tutti i dispositivi Echo di Amazon. Sarà trasmesso in contemporanea su Sky Uno (canale 108), in streaming su NOW e in chiaro su TV8 (al tasto 8 del telecomando).

Per arrivare in piazza Duomo sarà necessario scendere nelle stazioni Metrò più vicine (Cordusio, San Babila, Missori o Montenapoleone), per motivi di sicurezza.

Hashtag ufficiale: #rilive

Stay you tuned.

Al cinema “Io e Lulù” per veri amanti degli animali

Da alcuni giorni è uscito nelle sale italiane un film per veri amanti degli animali, ma non solo.

Io e Lulù” è un film very american styled che ripercorre temi cari alla filmografia statunitense: le rigide regole militari, lo shock conseguente alle missioni di guerra, la precarietà dei rapporti sociali e delle famiglie nell’epoca contemporanea, il viaggio on the road, ed infine il rapporto che può consolidarsi tra un cane ed un umanoide.

Da sempre amante dei cani – da ranch, domestici, di razza o trovatelli – Channing Tatum ha avuto l’intuizione di sviluppare un suo precedente documentario (War dog) in un film di cui è regista insieme all’amico e socio Reid Carolin (che è anche co-sceneggiatore) e che negli U.S.A. ha avuto un buon successo al botteghino, pur non facendo parte delle principali major.

Al protagonista Briggs (Channing Tatum) viene assegnato un compiuto piuttosto arduo e questo ha a che fare con la cagnolona Lulù, orfana del suo padrone ed addestratore: il ranger Rodriguez, amico di Briggs. Così ha inizio un lungo e macchinoso viaggio denso di imprevisti, durante il quale Briggs tenterà di fidarsi maggiormente della cagnolotta, che aveva prestato servizio nell’arma militare in missione ed è ulteriormente provata dalla mancanza del suo padrone, con risultati altalenanti. Una cagnolotta il cui destino parrebbe segnato da una decisione elaborata all’interno delle gerarchie militari.

La sceneggiatura prevede veri dialoghi tra Briggs ed il cane, ciascuno forte del proprio linguaggio; da una reciproca distanza si passa attraverso marachelle di ambedue i protagonisti e situazioni inaspettate e ricche di humor, ad una maggiore vicinanza; ma in fondo appare chiaro da subito che Briggs capisca Lulù ed il suo stato d’animo, e Lulù capisca Briggs e quanto le venga ordinato, anche se non sempre vuole ascoltarlo.

La magnifica fotografia del film accompagna lo spettatore nella visione di questa storia, che è soprattutto – come ogni storia con un pet – condivisione di momenti ed adatta a tutti, grandi e piccini.

Una curiosità interessante attiene al casting precedente all’avvio delle riprese, in cui sono stati esaminati 150 esemplari Malinois – questa la razza del cane Lulù – per selezionarne infine tre, due dei quali provenienti dall’Europa; in pratica ai nostri occhi pare in scena una sola Lulù, ma a recitare sono tre. “Nel film si raggiunge un ottimo livello di interazione tra Briggs ed il cane Lulù che, diversamente da altri film/telefilm sugli animali, sono ambedue protagonisti alla pari, non vengono ripresi singolarmente e poi assieme in modo occasionale, ma condividono quasi ininterrottamente le scene del film, arrivando ad un livello di realismo forse mai toccato in precedenza” ha avuto modo di sottolineare Reid Carolin, ponendo l’accento sul gran lavoro sul set e sull’amalgama durato mesi per arrivare al risultato finale: un film della durata di 100’.

Anche spartendosi i compiti, poi, non possiamo certo dire che questi tre splendidi Malinois recitino da cani, tutt’altro!

Leit motiv del film:

– un cane eroe, al termine delle sue missioni, rischia di essere dismesso e questo è profondamente ingiusto;

– è bello salvarsi a vicenda;

– le regole esistono per essere infrante.

 

Silvia D’Ambrosio

 

IO E LULU’ (U.S.A.)

Regia: Gordon Reid Carolin e Channing Tatum

100’

Voto: 7

 

AL TEATRO MANZONI FINO A META’ MAGGIO CORRE SULLE MONTAGNE RUSSE IL GIOCO DI SEDUZIONE TRA CORRADO TEDESCHI E MARTINA COLOMBARI

C’era una volta… una vecchia volpe del teatro come Corrado Tedeschi.

E c’era, accanto a lui (in conferenza-stampa, ma anche sul palcoscenico) una “più ingenua” Martina Colombari, alle prese con un debutto teatrale sotto la regia di Marco Rampoldi; una debuttante – si fa per dire – che non ha intenzione di farsi sopraffare dai vari volponi o lupi presenti sul suo cammino.

Entrambi si trovano alle prese con una pièce contemporanea sagace, tutt’altro che semplice da interpretare, nata dalla sapiente penna del drammaturgo e regista franco-tunisino Eric Assous, con due premi Molière all’attivo e scomparso di recente a soli 65 anni, nel 2020. Una commedia giocata sul cambio di ruoli, sull’introspezione e sulla complessità; una pièce rappresentata per la prima volta nel 2004 (da Alain Delon ed Astrid Veillon) e con cui non molti fino ad oggi si sono cimentati, o si sono voluti cimentare, forse anche per via delle dinamiche mutevoli interne allo spettacolo.

Corrado Tedeschi interpreta con esperienza e maestria un ultracinquantenne (Pierre) allietato dall’idea di una nuova conquista, visto che il resto della famiglia è in vacanza; l’inizio della vicenda ricalca un noto cliché: un incontro, un sorriso ed un desiderio di conquista.

Alla mente torna quella nota canzone di Battisti-Mogol, Innocenti Evasioni:

“Che sensazione di leggera follia
Sta colorando l’anima mia
Immaginando, preparo il cuscino, qualcuno
È già nell’aria qualcuno
Sorriso ingenuo e profumo

Il giradischi, le luci rosse e poi
Champagne ghiacciato e l’avventura può iniziare ormai…”.

Inizierà davvero l’avventura?

Ogni volta che una realtà sembra certa, viene rimessa in discussione” sottolinea in conferenza-stampa il regista Rampoldi, “il pubblico si diverte, vi sono momenti esilaranti e nel ruolo Corrado Tedeschi ha anche aggiunto del suo, personalizzando a sua volta il personaggio che interpreta; poi solo verso la fine, alcune battute gettate lì acquisteranno un senso compiuto”.

Il ruolo della seduttrice è ricoperto da una ben ritrovata Martina Colombari, che dopo l’incoronazione a Miss Italia 30 anni fa, mette a frutto anni di studio della recitazione, intervallato da seminari di meditazione e scoperta del sé in quel di Assisi, e che trova in Virna Lisi, Monica Vitti e Mariangela Melato i suoi punti di riferimento teatrale. A suo dire il teatro offre un ventaglio di ruoli femminili più interessanti del cinema.

A chi alla conferenza-stampa ha alluso ad un approdo facilitato per lei nel mondo del teatro, a motivo della sua bellezza, ha risposto che al contrario essa può diventare un pregiudizio, e di avere in comune con Juliette, personaggio coprotagonista della pièce teatrale, la testardaggine romagnola ed una buona dose di curiosità.

Non spoilereremo troppo l’esito della vicenda, e vi lasceremo nel dubbio sulla conquista e sul reale vincitore del duello altalenante a colpi di seduzione.

Silvia D’Ambrosio

TEATRO MANZONI

VIA MANZONI 42, MILANO

www.teatromanzoni.it

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Poltronissime € 35,00 / 32,00

Poltrona € 23,00

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DAL 2 AL 5 MAGGIO RITORNA HAIR AL TEATRO NAZIONALE

Quale migliore inno alla pace del musical Hair.

Il musical nacque nel 1967 in un teatro secondario, ben presto scalò il successo e venne rappresentato a Brodway ed in tutto il mondo. Creato da James Rado e Gerome Ragni, autori rispettivamente del libretto e delle liriche, e da Galt MacDermot, che lo musicò, è stato apprezzato da diverse generazioni fino ad oggi, mandato in onda in TV, ridotto a pellicola filmica, ed è diventato simbolo di amore, pacifismo, solidarietà, multiculturalismo e ribellione contro le stantie convenzioni della società.

E’ anche un inno alla cultura hippie che viene da esso ritratta e che lotta contro i poteri forti e rifugge la guerra, all’epoca quella del Vietnam; cultura che si è espressa anche in abbigliamenti e modi distintivi, e che è assurta ad un filone di moda ben noto, reinterpretato da ogni stilista, e soprattutto in capigliature come i capelli lunghi o, se più corti, molto folti, da cui il celebre nome dello show.

A metterlo in scena per 4 serate sarà la Compagnia dell’Alba, formata da artisti di origine diversa e capitanata da Jacopo Siccardi (Berger), che dell’annullamento delle convenzioni ha fatto la sua bandiera “riciclandosi” da campione di scherma ad attore e musicista. Il tour della Compagnia, che questa volta ha toccato località del centro-nord, si chiuderà a Milano come ultima tappa.

Le quattro repliche milanesi di HAIR, The Tribal love-rock musical saranno accompagnate da musica dal vivo e se la recitazione è in italiano, le canzoni restano in lingua originale; lo spettacolo sarà preceduto da un incontro con il cast ed uno psicologo, che riprenderà temi come le droghe, le dipendenze e la sessualità; lo show diventa quindi anche occasione di riflessione.

Le coinvolgenti coreografie sono di Valentina Bordi, i costumi di Simone Nardini, la regia è di Matteo Spiazzi (che a fine febbraio era ancora in Ucraina a Kiev per un debutto di uno spettacolo, purtroppo poi mai avvenuto); uno dei musical più amati diventa altresì progetto per le allieve dell’Accademia ucraina di arte drammatica, ospitate in Italia per continuare i loro studi, come in parallelo avviene per le ballerine ucraine, accolte dal teatro alla Scala o da altri teatri.

Per i fan più appassionati, possibile acquistare nel foyer del teatro il libro fotografico HAIR THE TRIBAL LOVE – ROCK MUSICAL, edito da NonSoloTeatro per MTS: un totale di 168 pagine di foto dietro e davanti le quinte.

Silvia D’Ambrosio

TEATRO NAZIONALE CheBanca!
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Poltronissime € 49,00/46,00
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