Archivi categoria: Ecologia e sostenibilità

A Milano inaugurata la palestra sostenibile

Forse fino ad adesso era nei nostri sogni nascosti, una palestra e centro fitness non colpevolizzante e che educasse a volere bene a sé stessi e all’ambiente che ci circonda.

Lo scorso week-end ha aperto a Milano (via S. Michele del Carso 5) la prima sede di Green Active, un brand di palestra innovativo; all’inaugurazione era presente anche Fedez. Tra i suoi punti di forza la modularità, potendo aver luogo l’allenamento sia a casa che in palestra, che outdoor, ed un’App a disposizione degli utenti per incentivare una vita sana ed ecosostenibile, oltre alla professionalità del team che seguirà gli iscritti. Lungi da consigli di diete forzose e mal tollerate, questo nuovo concept di palestra e centro fitness punta tutto sul lavoro in team, dove personal trainer, nutrizionista, chinesiologo ed un supervisore lavoreranno a braccetto per permettere di trovare la forma migliore, o – anche nei casi di riabilitazione – consentire di ritornare in forma.

Fino ad ora gli allenamenti funzionavano da remoto, grazie a 15mila personal trainer sparsi in tutta Italia; ma adesso, passata la pandemia, il giovane imprenditore Kilian De Gregorio ha optato per aprire sedi fisiche e Milano sarà seguita nel prossimo fine-settimana da Roma (l’opening è previsto per il 24 Settembre).

“Milano è solo la prima di una lunga serie di nuove aperture che stiamo organizzando nei prossimi mesi, anche al di fuori dei confini nazionali. Crediamo che incontri ed allenamenti in presenza possano aumentare la motivazione delle persone, che accogliamo all’iscrizione da un pacchetto-regalo (un dress-kit ecosostenibile ed amico dell’ambiente); altro incentivo sta nel non necessitare di portare con sé l’abbigliamento per allenarsi, che forniamo al momento insieme agli asciugamani, in modo da decidere con flessibilità di prenotare sessioni di allenamento, anche all’ultimo momento. A disposizione degli utenti vi sono anche integratori a base naturale.”

In un ambiente elegante ed essenziale, caratterizzato da arredi in legno che richiamano i centri termali nord-europei, ciascuno potrà programmare l’allenamento ed ottenere la dieta ideale per sé, senza fanatismi e con buone dosi di realismo a seconda dell’obiettivo: dalla cura dell’ipertrofia muscolare al dimagrimento, dal functional training alla riabilitazione, dagli esercizi di natura posturale al pilates. Durante il programma si è seguiti dai vari professionisti ed in base alle proprie esigenze, è possibile rimodularlo.

L’educazione al movimento ed alla corretta alimentazione andrà a braccetto con l’eco-sostenibilità.

“Il 10% di ogni abbonamento della company viene donato all’APS Green Healthy, associazione che si occupa di piantare alberi e tutelare le api – aggiunge De Gregorio – Ogni cliente riceverà il kit di benvenuto ed un seme da piantare e far crescere in un vaso; saranno organizzate corse di gruppo durante le quali raccogliere i rifiuti nella propria città. La nostra App, oltre a monitorare le prestazioni atletiche, offre un programma che incentiva alla vita sana e green con 50 esercizi quotidiani per prendersi cura dell’ambiente e risparmiare”.

E senz’altro deve aver avuto un bel fiuto il nostro imprenditore, visto che oltre 5 milioni e mezzo di italiani sono iscritti a palestre, vi sono circa 70mila istruttori in Italia ed il giro d’affari del settore è di oltre 2 miliardi di fatturato annuo, ove la netta maggioranza delle realtà (59%) è composta da club indipendenti (ossia non catene o franchising) ed il 26% da piccoli studi specificamente dediti a yoga, pilates e personal training (fonti dei dati: Wellness Creatives, International Fitness Observatory).

Silvia D’Ambrosio

GREEN ACTIVE

Via S. Michele del Carso 5, Milano

Tel. 800 592 103

388 3017849

www.greenactive.it

AL VIA LA 35a MARATONA DLES DOLOMITES E LA STAGIONE ESTIVA

In località La Villa in Alta Badia domattina 3 Luglio 2022 alle ore 6.15 chiuderanno le griglie di partenza per la 35° edizione della Maratona ciclistica Dles Dolomites. Le richieste di partecipazione quest’anno sono state tre volte superiori al numero dei pettorali ed esattamente 27.300 per ottomila iscrizioni disponibili. Le partecipazioni si dividono a metà tra stranieri ed italiani.

All’evento sportivo di importanza internazionale saranno dedicate ben 6 ore di diretta su RAI2. I tre percorsi sono ormai un appuntamento notorio del ciclismo: la Maratona classica con 138 km. e 4230 m. di dislivello, il percorso Medio con 106 km. e 3130 m. di dislivello, ed il Sellaronda con 55 km. e 1780 m. di dislivello.

Quest’anno il simbolo della Maratona è il Ciüf (la Flora), ripreso anche sulle maglie di color verde, dotate di tasche porta-numero (con eliminazione delle antiquate spille da balia), a ribadire che l’anima della maratona è sempre più green.

Ritroviamo tale leit motiv della sostenibilità nel Green Angel ossia il meccanico sostenibile, realizzato di fatto e gestito da Enel, a supporto degli sportivi. A parte la maglia aerodinamica e traspirante, tutti i ciclisti partecipanti ricevono un gilet realizzato in tessuti eco di nylon ricavato interamente da materiali di scarto (come reti da pesca, tulle ecc.) ed una sacca in cotone; persino la medaglia di partecipazione è realizzata con materiali naturali: fieno, legno di cirmolo ed una margherita per ogni medaglia.

Diversi sono gli eventi collaterali organizzati in concomitanza: spettacoli, ma anche percorsi culinari curati da chef come l’inglese Michael Wignall o il nostrano Simone Cantafio. Per l’occasione è stato creato un piatto particolare, ipocalorico ed energetico: una zuppa di orzo, cirmolo, gemme d’abete fermentate e tarassaco. A fare da madrina all’evento lo chef Margherita Mosca, che è pure guida escursionistica ambientale.

E’ ottima quindi la partenza della stagione estiva sulle Dolomiti patrimonio dell’Unesco, dove molti trovano rifugio dall’afa della pianura, e che comunque risentono anch’esse di temperature sopra la media: si pensi che in cima alla Marmolada, quindi sul ghiacciaio perenne, in questi giorni si registrano punte di 12 gradi.

Ed ancora, tutti gli appassionati meno performanti potranno iscriversi al tradizionale Sellaronda Bike Day sabato 17 Settembre, evento amatoriale con chiusura al traffico dei quattro passi attorno al Sella, tra le ore 8.00 e le 15.00.

INFO SU

www.maratona.it

www.sellarondabikeday.com

CON UNA CORSA SALVI L’OCEANO

Iscrivetevi a #RunForTheOceans, aiutate con la vostra corsa ad eliminare i rifiuti di plastica.

Tutti i giorni fino a lunedì 6 Giugno (compreso) alla Darsena (via Gabriele D’Annunzio), dalla tarda mattinata fino alle h 24.00, lo stand Adidas promuove l’iniziativa per mari più puliti.

Scaricando l’App adidas.it/runfortheoceans ed iscrivendosi con il QR code, si riceve una borraccia bluette metallizzato in omaggio.

E se si è già in loco per fare jogging 🏃, si può approfittare dei tapis roulant messi gratuitamente a disposizione nello stand.
Bastano 10 minuti di corsa connessi all’App, che funge anche da contapassi, per permettere a Parley di eliminare una quota di plastica da spiagge costiere o isole 🏖🏝 prima che finisca negli oceani. 🦀🐙🐡🐠🐟🐬🦈🐳
Contribuiranno tutte le corse e corsette fino all’8 Giugno, giornata mondiale degli oceani.

Non restare impalato, corri, move and behave yourself ecologically 😃🌳🌱🌴

App. adidas.it/runfortheoceans
https://takeaction.parley.tv

 

ALL’ADI MUSEUM IN MOSTRA IL COSTUME DA BAGNO FINO AL 29 MAGGIO

Alle porte dell’Estate e con queste alte temperature, non vi è ispirazione migliore per il nostro look estivo – da spiaggia o da piscina – della mostra intitolata Sull’onda del tempo all’Adi Museum (piazza Compasso d’Oro 1, Milano; zona cimitero Monumentale), aperta fino al 29 Maggio.

Diversi capi sui manichini ed un video con i modelli in voga dagli anni ’20 agli anni ’90, prodotto da Olo Creative Farm ma ideato dagli studenti dello IED con l’ausilio dei docenti, e che sintetizza al pubblico la ricerca storica svolta in via didattica, mostrano al visitatore che i canoni di bellezza sono mutevoli nel tempo, ma possono anche evolversi all’insegna della sostenibilità; la location non poteva che essere l’unico grande polo del design made in Italy, inaugurato proprio un anno fa, e col biglietto unico si può visitare tutto il museo.

Il costume da bagno, che rispetto ad altri capi di indosso ha risentito forse di minor evidenza, è un capo sintomatico e simbolo di per sé di evoluzione sociale: dall’abbandono delle salopette tipiche degli anni Venti ai primi casti due pezzi degli anni Trenta, dall’emancipazione del tabù dell’ombelico (nel Luglio ’46), per venire alla diffusione popolare del bikini negli anni Sessanta, e nei decenni a venire all’uso del costume intero come body in palestra o in discoteca, o come sottogiacca. Pare comunque ve ne fossero dei prototipi molto abbozzati fin dal IV secolo d.C., come evidenziano i mosaici della Villa del Casale, a Piazza Armerina. Sono d’altronde gli studi scientifici che acclarano i benefici del sole, a spingere le aziende ed il pubblico tra fine ‘800 ed i primi decenni del ‘900 verso modelli via via più succinti.

Del tempo ne è passato dal 1907, anno in cui la nuotatrice australiana Annette Kellerman fu arrestata negli States per essersi esibita nel nuoto sincronizzato indossando un costume scandaloso che non copriva gambe, braccia e collo. Già negli anni trenta lo stilista parigino Jacques Heim rivendicava la paternità di Atome, il primo due pezzi che lasciava scoperto il ventre e che poche donne indossarono, anche a motivo del conflitto mondiale; fu nel Luglio ’46 che se ebbe la definitiva consacrazione: l’ingegnere Louis Réard, prese le redini della boutique della madre, inventò il Bikini dovendo già faticare per trovare chi lo indossasse a scopo dimostrativo, che poi divenne simbolo di sensualità con Brigitte Bardot (modello Vichy indossato in Et Dieu créa la femme di Roger Vadim) o con la Bond-girl Ursula Andress, o con Lucia Bosè e Sofia Loren tra concorsi di miss e passerelle.

Il titolo della mostra è stato volutamente dedicato all’onda nell’ottica di una sempre maggiore consapevolezza del rispetto che l’uomo deve avere nell’uso delle risorse naturali, e che ha visto in tempi recenti nascere tessuti innovativi, sostenibili e green, brevettati e prodotti da aziende settoriali, ma pure a richiamare alcuni frame ondulati disegnati da studenti IED nell’ambito di progetti scuola-lavoro per promuovere la salvaguardia del mare e del suo ecosistema, poi premiati da Yamamay e riprodotti nelle fantasie di alcuni capi di punta dell’azienda.

Siamo in un’epoca di grandi evoluzioni tecniche, in cui i cicli industriali si accorciano sempre più e raggiungono un periodo vitale di 7/8 anni, al termine dei quali occorre cambiare processi e macchinari” racconta Barbara Cimmino , Head Corporate Yamamay; “in questi processi ha sempre più spazio la voce <sostenibilità>, da intendersi come processo di produzione etico, alla ricerca di nuove sfide e con riguardo alla possibilità di riuso e smaltimento, e come obiettivo di orientamento del compratore/consumer. Siamo ad un punto in cui occorre un cambio delle regole.

In mostra ritroviamo sullo sfondo dei manichini sia i filati Repetable dell’azienda italiana RadiciGroup, la cui produzione abbatte le emissioni di CO2 del 45% ed i consumi (di acqua del 90% e di energia del 60%), sia i tessuti Sensitive Fabrics, che conferiscono al prodotto indeformabilità e durata, grazie all’elasticità tridimensionale, in modo da scongiurarne il deterioramento.

Ecco che, prendendo spunto da Ursula Andress che riemerge dalle acque fasciata dall’iconico bikini bianco, per essere al passo coi tempi e davvero cool le prossime Bond-girl dovranno scegliere i nuovi modelli proposti dall’industria più avanzata, conciliando la performance estetica con la consapevolezza green.

Silvia D’Ambrosio

ADI MUSEUM

Piazza Compasso d’Oro 1

20154 Milano

www.adidesignmuseum.org

aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, h 10.30-20

biglietti: 12,00 / 9,00 €

AL VIA LA SETTIMANA DELLA MODA: 170 EVENTI

Le maison promuovono la moda sostenibile

Dopo tante incertezze, dopo le preoccupazioni da curva pandemica e gli show annullati a Gennaio per la Moda Uomo, ora – che le previsioni volgono al sereno – prende il via la Settimana della Moda femminile, con una scaletta di oltre 170 eventi.

Grandi aspettative ed ottimismo per il settore, che registra ottime performance (incremento di circa il 20% nel 2021, dati Confindustria), ma anche per le varie filiere che andranno a giovarsene: ristorazione, hotel, trasporti, cultura, commercio al dettaglio.

Quasi tutti i marchi scelgono sfilate e presentazioni live e pochissimi ricorrono in via esclusiva alle modalità digitali; tornano in scaletta marchi storici (Bottega Veneta, Trussardi, Gucci, Diesel) ma troviamo anche parecchi battesimi di nuovi brand. Per l’occasione allestito un maxi-schermo in Galleria Vittorio Emanuele dove seguire gli eventi, a conferma che – come ribadisce il Presidente della Camera della Moda Capasa – “La moda è di tutti”, ma proprio tutti. Lui stesso terrà a battesimo un nuovo brand col suo nome al Teatro degli Arcimboldi.

I nuovi stilisti oltre che talentuosi, sono ben preparati: studiano a Brera o alle Accademie e si forgiano in anni di gavetta.

Allentate le misure precauzionali, i buyer stranieri potranno partecipare agli eventi contattando la Camera della Moda con l’attestazione di tampone molecolare negativo (grazie ad un accordo strappato al Governo).

Nel settore emerge una sempre maggiore sensibilità al riuso, al corretto smaltimento e all’ecologia, concetti promossi dalla campagna DETOX, che si prefigge l’eliminazione di sostanze pericolose per l’uomo e la natura, nei processi industriali del settore-moda. Già nel 2016 Confindustria Toscana Nord aveva guidato aziende del distretto tessile, 20 per l’esattezza, ad un processo di adesione agli impegni Detox, creando il Consorzio Italiano di Implementazione Detox (CID); poi ricevendo adesioni da ogni parte d’Italia fino alle attuali 37 aziende-socie. Sono imprese che producono filati, tessuti, agenti chimici o aziende di tintoria e rifinizione.

Alla vigilia della Fashion Week, l’ente ha presentato i propri progetti in una Conferenza Stampa presso l’Accademia Costume & Moda, assieme a Chiara Campione di Greenpeace ed Elisa Monica Gavazza della ZDHC Foundation.

Intendiamo promuovere una moda che elimini le sostanze pericolose e tossiche dai processi tessili, a tutela di tutti e dell’ambiente, ma anche attivare scelte consapevoli nel consumatore, oltre che tra i manager del settore e gli stilisti. Per questo puntiamo innanzitutto sulla formazione dei giovani che vogliono intraprendere una carriera nella Moda”, queste le parole del Presidente CID Andrea Cavicchi.

Il primo progetto ha riguardato lo studio della qualità chimica dei capi realizzati con fibre tessili riciclate; è stata stilata la Lista di agenti dannosi, che non vanno utilizzati nella lavorazione dei materiali; il tutto a supporto delle aziende che promuovono l’approccio circolare dei prodotti e per garantire un elevato livello di sicurezza. La lista è disponibile sul sito www.consorziodetox.it

Un secondo progetto coinvolge gli studenti di moda dell’Accademia di Milano e Roma, per promuovere il riuso creativo degli oggetti agé e realizzare una grande installazione, che vedrà la luce qui a Milano e sarà inaugurata nel 2023.

Silvia D’Ambrosio