AL TEATRO MANZONI TRAVOLTI DA UNA CASCATA DI BUGIE, FINO AL 10 APRILE

“Se devi dire una bugia dilla grossa” è la commedia teatrale tratta dal soggetto originale di Ray Cooney, che debuttò nel 1986 con enorme successo, su regia di Pietro Garinei, grazie a vere tigri del palco: Dorelli, Quattrini, Gloria Guida. E’ riproposta oggi al Teatro Manzoni fino al 10 Aprile.

Ma non è un prodotto sorpassato?

Certo che NO !

Nella nuova versione di Iaia Fiastri, l’onorevole De Mitri (Antonio Catania) è un politico della maggioranza (non ve ne spoileriamo il partito) che dovendo soffermarsi a Roma in hotel qualche giorno, tenta di organizzare un incontro amoroso clandestino all’insaputa della moglie Natalia (Paola Quattrini, per la terza volta in questo ruolo), con l’impiccio di una collega dell’opposizione – rigida e verosimilmente zitella – che alloggia al suo stesso piano, con un portaborse goffo e riluttante a spalleggiarlo (Gianluca Ramazzotti), un direttore d’albergo (Nini Salerno) che avrebbe voluto lavarsene le mani, ma che si ritrova suo malgrado coinvolto nel bailamme e cerca di arginarne le conseguenze, e con la scheggia impazzita di un cameriere cinese (che mai nessuno penserebbe interpretato dal siciliano Marco Cavallaro, e pare un cinese doc), per molti versi vicino idealmente e fisicamente al noto collaboratore domestico filippino Ariel del palco di Zelig.

Questo cameriere, pur ricordando tale figura iconica zelighiana, uno dei personaggi di cabaret più amati e ricordati in assoluto, se ne smarca pian piano, e dai primi istanti increduli e maldestri, trova modo di intuire la tresca ed approfittarne, svelando acuta osservazione ed intenti speculativi.

L’oggetto del desiderio (nel debutto interpretato da Gloria Guidi, e poi da Anna Falchi; comunque sempre da attrici biondissime) è la segretaria della FAO Susanna Rolandi, ruolo ricoperto da una conturbante ben ritrovata Paola Barale, diva televisiva la quale, come ha chiarito nella conferenza-stampa pre-prima, in un momento di staticità televisiva e scarsa offerta qualitativa dei programmi TV, ha trovato nel teatro una grande opportunità, un’avventura nuova, una catarsi, da un lato, ma anche l’occasione di viaggiare in tournée e di godere del contatto col pubblico dopo il pesante periodo pandemico. “In realtà” confessa “odio le persone bugiarde”.

Non mancheremo di notare che il suo personaggio, invece di indossare classici e formali tailleur, come si addice ad una segretaria di un ente governativo, si introduce nell’hotel con una mise eccentrica adatta piuttosto al Piper, con tanto di brillantini sul viso, alla ricerca – forse – di quelle emozioni che un matrimonio appiattito non le regala più.

La commedia è una questione di incastri ritmici e di equilibrio, dove io mi trovo coinvolto senza averlo voluto” ha spiegato Gianluca Ramazzotti, che nei panni del portaborse non fa rimpiangere i suoi predecessori Dorelli e Jannuzzo; “a tal fine sono stati introdotti effetti scenici, come la scena delle porte, e ci si è avvalsi del girevole, per poter intervallare le scene della Hall e quelle delle due camere da letto, dove si sciorinano bugie su bugie”.

Ci vuole coraggio a riproporre una commedia come questa, in un periodo come questo” rimarca Paola Quattrini, che sottolinea di avere trovato una sua cifra, diversa, per il suo ruolo focale.

Non mancano battute su personaggi politici odierni, l’ambientazione (curata da Luigi Russo) ed il collocamento temporale paiono risalire a qualche anno fa, in costanza di governo giallo-verde; comunque sia, l’incastro è perfetto, e la storia si ripete sempre (e sin dall’antica Roma, e forse pure dall’antico Egitto): a Roma, in un anno qualunque, un politico qualunque, e la solita tresca qualunque.

Non smetterete di ridere. Esilarante. Imperdibile!

Silvia D’Ambrosio

TEATRO MANZONI

VIA MANZONI 42, MILANO

www.teatromanzoni.it

info tel. 02.7636901

Poltronissime € 35,00 / 32,00

Poltrona € 23,00

Poltrona under 26 anni € 15,50 

 

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