HOUSE OF GUCCI ED UN LIBRO SULLA FAMIGLIA, SCRITTO DALLA FIGLIA ALLEGRA

Sapremo mai tutte le verità nascoste della famiglia Gucci?

La figlia Allegra promette di sì; nel libro “Fine dei giochi. Luci e ombre sulla mia famiglia” edito da Piemme ed in uscita in questi giorni, una delle protagoniste di quei giorni convulsi spiega la sua verità.

Ho ricostruito i ricordi pezzo per pezzo” ha dichiarato Allegra Gucci in una recente intervista, assicurando di aver inserito nel suo libro particolari finora inediti. A ben vedere la figlia di Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani, che nel 1995 all’epoca dell’omicidio del padre aveva solo 14 anni e che venne travolta da uno tzunami (mediatico e non solo), stronca senza appello il film, da lei definito “una pessima caricatura”.

In una cosa ha ragione; il film non risparmia le tinte forti, per far emergere i caratteri e non dilungarsi troppo, ed il cui dosaggio è stato premiato da un incasso planetario che si aggira finora attorno ai 152 milioni di dollari. Fa correre il gioco di introspezione psicologica nei dialoghi, lungo eventi di diversi anni: dall’incontro tra Maurizio e Patrizia ad una festa, al fidanzamento, al matrimonio, al ménage familiare fino al raffreddamento dei rapporti nella coppia ed alla frequentazione di Maurizio con l’altra, l’ingresso di questa incomoda Paola Franchi in casa e la disperazione della moglie, coi noti fatti di cronaca che ne seguirono.

Una coppia che il film descrive lungamente unita e solida, e che riesce a suggerire come una certa concretezza borghese e spavalderia della Reggiani si miscelasse perfettamente con lo stile bon ton e più austero di Maurizio Gucci. Rispetto al padre Allegra ha lamentato che “il film di Ridley Scott lo ha dipinto come un debole, un viziato”, anche se questa è una sua personale lettura (NDR su cui non concordiamo), mettendo in luce come lui – a fronte dell’allontanamento del padre Rodolfo (interpretato da Jeremy Irons), rimasto vedovo e ripiegatosi sui suoi polverosi ricordi – dovette anzi reinventarsi, far forza solo su di sé ed adattarsi agli eventi, venendo accolto in casa dalla famiglia Reggiani. Allegra lo definisce “luminoso”, ma nulla nel film esclude che lo sia stato, avendo preferito il regista indugiare su altro: sulla sua capacità di adattamento, sulla sua signorilità, sulla sua tenacia e sportività, sul suo ottimismo.

Gli anni della gioventù sono la spensieratezza. Dopo il matrimonio si accrescono le responsabilità sia familiari che aziendali, a fronte del fatto che Maurizio entra nell’azienda di famiglia.

Nel film, da una certo punto, tutto inizia a scompaginarsi, tutto diventa preludio di qualcosa di oscuro, le riunioni ed i pranzi in famiglia cedono il posto a trame ed ambiguità, e si corre veloci verso l’epilogo. Lady Gaga ed Adam Driver sono fortemente credibili sia nella parte luminosa della loro relazione, che nella parte oscura, dove pure si tratteggia, sia pur di corsa, anche la freddezza della nuova compagna di Maurizio; colei “che a poche ore dalla morte di papà, organizzò un trasloco” per sostituirsi ai legittimi familiari, come sottolinea la figlia Allegra.

Tenendo a mente che il film dura 1 ora e 57 minuti, per raccontare una saga familiare così densa, il regista ha fatto il possibile.

Poco importa che la Reggiani si imbucasse o meno in gioventù alle feste (come parrebbe nella lettura filmica), cosa che lamenta Allegra; con una magnifica Lady Gaga il regista ce la fa adorare nella sua solarità, nella sua tensione all’ambizione.

Una solarità che, purtroppo, si sarebbe poi scalfita sia a motivo del consolidamento della relazione del marito con la nuova compagna, sia per l’intralcio e l’influsso di alcuni personaggi terzi, che a ragione definiremmo sinistri. Il film corre veloce anche sulle evoluzioni del mercato e verso l’inesorabile fine del controllo familiare sull’impero aziendale e verso il controllo di terzi estranei, investitori/speculatori. Il tutto condotto da una sapiente regia, che ha prediletto i lati sfarzosi ed in qualche modo onirici, se vogliamo, e con la chicca della magistrale interpretazione dello zio di Maurizio, Aldo Gucci, da parte di Al Pacino, magistralmente doppiato da Giancarlo Giannini.

Film: House of Gucci
Regista: Ridley Scott
Attori principali: Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jeremy Irons, Salma Hayek
Consiglio: da vedere assolutamente
Voto: 8

 

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